Sulla valutazione degli effetti delle politiche
Chi lavora nella pubblica amministrazione ha spesso la necessità di capire se le politiche adottate aiutano a risolvere i problemi sui quali intendono incidere. Ad esempio, al Ministero della Pubblica istruzione possono chiedersi se un approccio didattico particolarmente innovativo sia riuscito a migliorare le capacità di apprendimento degli studenti coinvolti. Oppure, l'Assessore al Lavoro di una Regione può essere interessato a sapere in che misura la formazione professionale abbia aumentato le chance occupazionali dei disoccupati che hanno partecipato ai corsi. O ancora, il Sindaco di una grande città può domandarsi se la scelta di istituire i poliziotti di quartiere sia stata efficace nel far diminuire la microcriminalità nelle aree urbane interessate dall'intervento.
Per rispondere a domande di questo tipo è possibile ricorrere ad un particolare tipo di valutazione: l'analisi degli effetti. In questi casi lo scopo della valutazione è stimare quanta parte del cambiamento osservato in un certo fenomeno d'interesse - nei nostri esempi, l'apprendimento scolastico, la disoccupazione di lungo periodo e la microcriminalità urbana - sia attribuibile in senso causale alla politica adottata e quanta parte sia invece dovuta a cause diverse. Per compiere tale stima è necessario ricostruire la cosiddetta situazione controfattuale, ovvero ciò che sarebbe accaduto se l'intervento non avesse avuto luogo.
A livello internazionale questo tipo di valutazione è conosciuta con il nome di treatment effect approach o di impact analysis.
Di seguito sono riportati alcuni contributi elaborati da ProgettoValutazione su questo argomento.
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